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Il ministro degli Esteri Antonio Tajani nelle comunicazioni alla Camera: "Se qualcuno ritenesse che esistano oggi alternative concrete e praticabili a questo Piano, dimostrerebbe di non saper fare i conti con la realtà"
Il governo Meloni ha ritenuto opportuno accettare l’invito dell’amministrazione americana a presenziare in qualità di Paese osservatore alla prima riunione del Board of Peace in programma giovedì a Washington: “Questo è certamente una soluzione equilibrata e rispettosa dei nostri vincoli costituzionali”. Così si è espresso il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nelle sue comunicazioni nell’Aula della Camera dei Deputati sull’organizzazione internazionale il cui obiettivo, secondo lo statuto, è quello di “promuovere la stabilità, restaurare un governo affidabile e legittimo, e assicurare una pace duratura nelle aree afflitte o minacciate da conflitti”.
“L’Unione Europea ha già confermato la partecipazione con la presidenza di turno e con un rappresentante della commissione. Parteciperanno anche tutti i principali partner della regione, penso all’Egitto, alla Giordania, l’Arabia Saudita, al Qatar, anche all’Indonesia, il più grande paese musulmano al mondo - ha proseguito Tajani -. Come potrebbe l’Italia non essere presente dove si discute e si costruisce la pace in Medio Oriente, la presenza di tutti i principali attori regionali”. Per questo motivo “parteciperemo alla riunione di Washington, forti dell’importante contributo che il nostro paese ha messo in campo sin dal primo momento per il cessate il fuoco e per l’assistenza umanitaria alla popolazione della Striscia attraverso Food for Gaza”, ha sottolineato ancora il titolare della Farnesina.






