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La freddezza Ue e i dubbi sul rango di chi inviare negli Usa. Opposizioni compatte: anche Calenda per il "no"

Il vertice di maggioranza che si tiene a metà pomeriggio a Palazzo Chigi dura poco più di un'ora e serve a serrare i ranghi non solo sui dossier più sensibili della settimana (tra cui il decreto bollette e la presenza italiana alla prima riunione del Board of peace) ma anche a fare velocemente il punto di quelle che saranno le priorità della maggioranza in quest'ultimo anno di governo (dal referendum sulla giustizia alla riforma della legge elettorale, passando per le amministrative). La premier Giorgia Meloni è appena rientrata da Niscemi, dove ha fatto una nuova ricognizione delle aree colpite dal ciclone Harry. E ai presenti - i due vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini e il leader di Noi moderati Maurizio Lupi - conferma l'intenzione di stanziare 150 milioni a favore del comune siciliano.

Una riunione di coordinamento che arriva in un momento delicato, tra tensioni internazionali e urgenze economiche interne. Ed è soprattutto sul decreto bollette che si concentra buona parte dell'incontro. Il provvedimento - che deve ancora essere limato - è atteso in Consiglio dei ministri domani e Forza Italia è pronta a intestarselo, tanto che ieri mattina Tajani ha riunito i vertici del partito e il ministro dell'Ambiente Gilberto Pichetto Fratin per fare il punto anche sotto il profilo della comunicazione.