"Che necessità c’era di andare e vedere questa scena?". A chiederselo è Massimo Giletti che, durante la puntata de Lo Stato delle Cose, si sofferma sull’analisi di Roberta Bruzzone. Un'analisi, quella riguardante il delitto di Garlasco, mandata in onda a Quarto Grado. Al centro la porta che dava alla cantina, dove si trovava il corpo di Chiara Poggi. A detta della Bruzzone, Alberto Stasi non avrebbe detto la verità su come è stata aperta, visto che non ci sono nemmeno le sue impronte.
E a rispondere al quesito del conduttore di Rai 3 ci pensa la giornalista Ilenia Petracalvina: "Non lo dice lei (la Bruzzone ndr), ma la sentenza della Cassazione, lui non è lo scopritore, ma l’aggressore, non torna la camminata". Bruzzone parla così al programma prima di entrare nella villetta: "Torniamo al 13 agosto 2007. Stasi fa una serie di cose, siamo qui per ricostruirle fedelmente, verificare dal punto di vista comportamentale se quello che dice di avere fatto sia possibile, nei tempi cristallizzati dalle due telefonate, l’ultima alle 13.45 e quella fatta al 118 – dice -. Sulla porta non ci sono le sue impronte, né le tracce di sangue che ci aspetteremmo. Per me lui ha riferito una circostanza falsa, insieme a tante altre, l’assassino ha sicuramente interagito con quella porta, almeno per aprirla, la possibilità del rilascio di tracce nella parte di apertura conciliabili con le sue andavano giustificate in maniera diversa. Non ci sono tracce ematiche perché l’assassino non l’ha mai richiusa, Stasi mente dicendo che l’ha trovata chiusa".







