Un’analisi attenta ed estremamente minuziosa. Nell’ultima puntata di “Quarto Grado”, la criminologa Roberta Bruzzone, insieme alla giornalista Martina Martagliati, ha avuto accesso per la prima volta alla villetta di Garlasco, teatro dell’omicidio di Chiara Poggi, con l’obiettivo di analizzare la dinamica del delitto e verificare eventuali incongruenze nel racconto di Alberto Stasi. Bruzzone concentra subito l’attenzione sulla porta a soffietto che conduce alle scale, uno dei nodi chiave della ricostruzione. “Stasi dice di averla trovata chiusa e di averla aperta spingendo sulla fessura centrale, ma guardate, premendo qui è impossibile aprire, è proprio impossibile. Questo meccanismo la chiude definitivamente”. Secondo la criminologa, l’assassino “deve averla aperta per gettare il corpo e poi richiusa, dal momento che Stasi dice di averla trovata serrata. Ma non ci sono impronte digitali né sul pomello né sulla superficie”.