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Ultimo aggiornamento: 11:53
“Nostro padre era un leader al servizio della comunità, non solo della nostra famiglia, ma anche degli oppressi, dei senza voce e degli emarginati in tutto il mondo”. È stata la famiglia a rivelare al mondo la morte del reverendo Jesse Jackson, attivista per i diritti civili, ministro battista e due volte candidato alla presidenza. Aveva 84 anni. Jackson nacque a Greenville, nella Carolina del Sud, e raggiunse la notorietà nell’era dei diritti civili, partecipando alle manifestazioni con Martin Luther King Jr.
Jackson, racconta la Cnn, era quello che gli esperti definiscono “un americano originale”: nato da una madre adolescente non sposata, durante l’era di Jim Crow (norme locali e statali, diffuse soprattutto nel Sud degli Stati Uniti, che imponevano la segregazione razziale e limitavano i diritti civili degli afroamericani, ndr) divenne un politico innovativo, che negli anni ’80 si candidò due volte in modo elettrizzante alla presidenza. La duplice candidatura di Jackson alla nomination democratica per la presidenza ispirò l’America afroamericana. Era una figura di spicco per la comunità nera ben prima che Barack Obama raggiungesse la scena nazionale.










