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17 FEBBRAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 10:49

Quando alla partenza della pista di Cortina per la gara di bob delle Olimpiadi 2026 si è presentato l’israeliano Adam Edelman, la telecronaca sportiva ha lasciato spazio a un altro tipo di informazione per i cittadini. È successo in Svizzera, non in Italia, dove il telecronista Stefan Renna di RTS (Radio Télévision Suisse) ha dedicato l’intera discesa del bob di Israele a denunciare le posizioni sulla guerra tenute dallo stesso Edelman. Con puntualità e rigore, Renna ha ricordato che il 34enne nato a Boston si definisce un “sionista fino al midollo“ e poi ha citato uno ad uno i suoi commenti sui social a sostegno del genocidio a Gaza. Il più emblematico definisce l’intervento militare israeliano “la guerra moralmente più giusta della storia”. Mentre la discesa proseguiva, il telecronista svizzero ha ricordato anche cosa prevedono le regole del Cio su Milano-Cortina 2026 per quanto riguarda Russia e Bielorussia: “Gli atleti che sostengono attivamente la guerra non potranno competere”. Lo stesso criterio però, ha sottolineato Renna, non viene applicato per gli altri atleti, come Edelman.

La telecronaca di RTS si è subito diffusa anche oltre i confini svizzeri. D’altronde, sono scene a cui in Rai siamo pochi o per nulla abituati. Giusto Alessandro Antinelli, nel post partita tra Italia e Israele dello scorso ottobre, mostrò un fiocco nero sulla giacca per “ricordare i giornalisti morti per raccontare il genocidio”. La stessa parola è stata utilizzata anche dal suo collega svizzero Renna, che ha evidenziato come “genocidio” sia il termine usato dalla commissione d’inchiesta delle Nazioni Unite sulla regione. Poi ha elencato tutte le prese di posizione di Adam Edelman e anche il sostegno manifesto alla guerra a Gaza, a cui hanno partecipato attivamente al fronte anche alcuni suoi colleghi bobbisti, come Ward Fawarsy, presente alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026.