Roma, 17 feb. (askanews) – In Cina e nelle comunità cinesi nel mondo il capodanno lunare non è soltanto la principale festa familiare dell’anno, ma anche un momento carico di significati simbolici, credenze astrologiche e rituali propiziatori che intrecciano tradizione popolare, cosmologia e vita quotidiana. Nel 2026, iniziato il 17 febbraio, si entra nell’anno del Cavallo di fuoco, segno associato a energia, movimento e opportunità dopo l’anno del Serpente, legato alla trasformazione. Nella tradizione zodiacale cinese ogni anno è collegato non solo a uno dei dodici animali, ma anche a uno dei cinque elementi e alla polarità yin-yang: la combinazione del “tronco celeste” Bing (fuoco, sole) e del “ramo terrestre” Wu (Cavallo) dà vita a un ciclo considerato dinamico e potente, spesso associato a svolte improvvise e cambiamenti sociali.
Tra le credenze più diffuse vi è quella del Tai Sui, figura cosmologica legata al ciclo di Giove. I dodici segni zodiacali corrispondono infatti all’orbita di 12 anni del pianeta, mentre ogni anno lunare è posto sotto l’influenza di una specifica divinità celeste che “contrasta” simbolicamente il moto di Giove, chiamata Tai Sui, cioè il “Grande Duca di Giove” o “generale celeste dell’anno”. Nella tradizione esistono 60 Tai Sui, uno per ciascun anno del ciclo sessagenario cinese: ciascuno possiede caratteristiche e attributi propri, e antichi calendari astrologici indicano quali segni entrano in conflitto con il Tai Sui di turno. Questo scontro, detto “fan tai sui”, è considerato presagio di instabilità, ostacoli o cambiamenti; sulla base della natura della divinità annuale si prevedono i tipi di difficoltà che una persona potrebbe incontrare.













