TREVISO - A soli dodici e tredici anni hanno rapinato quattro coetanei nel giro di una settimana e, troppo giovani per risponderne penalmente, non ne hanno mai pagato le conseguenze. Ora a chiedere il conto dei taglieggi compiuti da due baby rapinatrici e da un loro complice a Montebelluna a fine dicembre è il questore Alessandra Simone: la Questura ha infatti emesso cinque ammonimenti per bullismo, uno per ciascun capo d'accusa.

Al provvedimento, che verrà notificato in queste ore alle famiglie dei minori, tutte residenti a Montebelluna, seguirà anche un invito formale a far partecipare gli ammoniti a un percorso trattamentale integrato. Quest'ultimo, come spiega l'Usl, sarà composto da due fasi: il primo binario prevede colloqui con la famiglia; la seconda riguarda invece la presa in carico diretta del ragazzo o della ragazza e il coinvolgimento immediato nel volontariato e nello sport, con il supporto degli educatori. Il percorso è finalizzato a rendere consapevoli i bulli dei reati commessi.

Il primo episodio risale al pomeriggio del 28 dicembre, quando i tre minori, una ragazza e un ragazzo di 12 anni e una di 13 che ora ne ha compiuti 14, hanno preso di mira due loro coetanei tra Piazza d'Annunzio e l'area dove in quel momento erano presenti le giostre. Hanno fermato due tredicenni di passaggio e, con minacce da gangster consumati, li hanno costretti a consegnare i portafogli. «Dacci i soldi, sennò ti uccidiamo», intimidazioni seguite da schiaffi. Ma non contenti di quanto raccolto, poco dopo i due dodicenni hanno ripetuto lo stesso modus operandi: hanno colpito ancora, rapinando un altro ragazzo con modalità identiche. Le vittime, insieme alle rispettive famiglie, hanno denunciato i fatti ai carabinieri di Montebelluna, che hanno identificato gli autori e li hanno segnalati. Nel frattempo, le reazioni in città si sono fatte sentire, anche perché la baby gang è conosciuta e temuta da tempo.