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Ultimo aggiornamento: 20:14
È morto a 95 anni Robert Duvall, uno dei volti più riconoscibili del cinema americano. Si è spento domenica 15 febbraio nella sua abitazione di San Diego, in California. A darne notizia è stata la moglie Luciana Pedraza con un messaggio su Facebook: “Circondato dall’amore, ieri abbiamo detto addio al mio amato marito, prezioso amico e uno dei più grandi attori del nostro tempo. Bob si è spento serenamente a casa sua, circondato dall’affetto e dal conforto”. Premio Oscar, un regista, un narratore. Per Hollywood, una presenza capace di attraversare sette decenni di cinema senza mai perdere autorevolezza. Nel ricordo affidato ai social, la moglie ha sottolineato la sua dedizione totale ai personaggi e alla verità dell’animo umano che incarnava.
Nato nel 1931, Duvall ha costruito una carriera lontana dalle vanità dei divi più noti. Prima del cinema, dove ha esordito nel 1962 con Il buio oltre la siepe, si è dedicato al teatro fin dai primi anni ’50. Il grande pubblico lo identifica con Tom Hagen, il consigliere silenzioso e leale della famiglia Corleone ne Il Padrino e nel suo seguito, diretti da Francis Ford Coppola. Un personaggio misurato, in secondo piano, che invece Duvall rese centrale con pochi gesti e uno sguardo memorabile. Altrettanto memorabile il tenente colonnello Kilgore in Apocalypse Now, sempre di Coppola: elmetto, surf e la battuta diventata proverbiale sull’odore del napalm al mattino. Ruolo breve ma iconico, che gli valse una candidatura all’Oscar e lo consegnò definitivamente alla storia del cinema. Figlio di un ammiraglio della Marina, Duvall ha servito nell’Esercito statunitense tra il 1953 e il 1954 partecipando alla guerra di Corea.











