Parigi, Francia – Per lei è un sogno di bambina che si realizza, per la Francia un momento storico. Sophie Adenot è partita venerdì 13 febbraio dalla California. Destinazione: Stazione spaziale internazionale (Iss). L’astronauta francese era a bordo, con altri tre astronauti (gli astronauti della Nasa Jessica Meir e Jack Hathaway e il cosmonauta della Roscosmos Andrei Fedyayev) della capsula Crew Dragon di SpaceX, spinti da un razzo Falcon 9.La missione εpsilon, questo è il nome che le è stato attribuito dall'Agenzia spaziale europea (Esa), avrà una durata di nove mesi. Con il suo viaggio in orbita, Adenot diventa così la seconda francese a uscire dallo spazio terrestre.Missione εpsilon: un programma scientifico a 360 gradiDopo il decollo, il tempo di volo può variare “tra le 12 e le 24 ore”, spiegava Sophie Adenot ai microfoni della radio francese RTL. Un lungo viaggio, che ha portato quindi l’astronauta e i suoi colleghi sulla Iss, dove hanno preso il posto della Crew-11, la squadra di astronauti precedente, partita il primo agosto 2025 e rientrata prematuramente a causa di problemi medici di uno dei membri dell’equipaggio. Evento raro: il 2026 ha rappresentato la prima volta in cui gli astronauti sono stati richiamati per motivi medici da quando la stazione è stata messa in orbita attorno alla Terra nel 1998.Ora gli occhi sono tutti puntati verso la Crew-12. Dopo aver visto la partenza ritardata più volte a causa del maltempo, l'astronauta francese è ora finalmente nel suo “laboratorio spaziale”, a 400 chilometri dalla Terra, dove l’attende un programma particolarmente fitto. Adenot parteciperà a più di 200 esperimenti durante il suo soggiorno nello spazio, un programma intenso che, se da una parte mira a preparare le prossime missioni spaziali, dall’altra vuole meglio capire il corpo umano e l’assenza di gravità. “Concretamente faremo degli esperimenti scientifici in ogni campo”, spiegava Adenot prima del decollo. “Dall’ambito medico, alla ricerca fondamentale, fisica dei materiali, fino alla ricerca tecnologica ed esplorativa, per le future missioni di esplorazione sulla Luna".Tra gli esperimenti che porterà a termine Adenot, anche un nuovo tipo di tecnologia che permetterà, una volta completamente validata e testata anche a terra, di poter fare ecografie grazie alla realtà aumentata. Questa tecnologia permetterà a degli operatori non qualificati di fare un’ecografia e, grazie all’aiuto dell’intelligenza artificiale, di trovare l’organo interessato. “L’idea è che l’equipaggio dell’Iss, lontano da tutto e tutti su terra, porti a termine gli esperimenti medici che avranno, nei prossimi anni, un impatto diretto sulla Terra”, conclude l’astronauta francese.Dalle piante alla EurosuitÈ possibile coltivare senza gravità? Come la luce influenza la crescita delle piante nello spazio? Queste sono alcune delle domande a cui cercherà di rispondere l'esperimento ChlorISS, ideato dal Centre national d'études spatiales (Cnes): un secondo esperimento di Adenot che tutta la comunità scientifica seguirà con attenzione. Questo test lega spazio e Terra. A bordo della Stazione spaziale internazionale, l’astronauta francese farà germogliare infatti due tipi di semi per dieci giorni, parallelamente a circa 4500 istituti scolastici, che, dalla scuola primaria alla scuola superiore, condurranno lo stesso esperimento nelle loro classi. L'obiettivo è osservare come le piante si orientano e si sviluppano in funzione della luce, con o senza gravità.Gli esperimenti di Adenot hanno anche, però, l’obiettivo di permettere futuri viaggi spaziali in migliori condizioni. È in questo campo che rientreranno gli esperimenti con Eurosuit, un prototipo francese di tuta intraveicolare, che sarà testato in previsione dei futuri voli spaziali europei con equipaggio umano. Adenot testerà un prototipo di Eurosuit, sviluppato da Spartan Space e Decathlon, per verificarne la rapidità di indossaggio e rimozione in caso di allarme. L’obiettivo principale dell’astronauta francese è di riuscire ad infilare la tuta in meno di due minuti.Un sogno di bambina che diventa realtà“Naturalmente sono molto felice. Sono anni che lavoro a questo sogno e ora sta per diventare realtà”, diceva Adenot prima di partire per lo spazio. Questa missione è, in effetti, un sogno di bambina per l’astronauta.Classe 1982, Adenot nasce a Cosne-Cour-sur-Loire, nella Francia centrale. Durante gli studi inizia una carriera scientifica, ma viene rifiutata dal politecnico. Nel 2001 entra allora alla Supaero di Tolosa, un corso di studi incentrato sul cielo e lo spazio (che infatti dedica oggi un articolo alla sua ex alunna). Nel 2004 ottiene la laurea in ingegneria presso l'École nationale supérieure de l'aéronautique et de l'espace di Tolosa, nonché la licenza di pilota. Lo stesso anno parte per Boston, negli Stati Uniti, per proseguire gli studi in una delle università più prestigiose al mondo, il Massachusetts Institute of Technology (Mit).Ma la passione di Adenot per lo spazio e le stelle nasce molto prima dei suoi studi universitari. Lei stessa ammette che tre sono stati i fattori decisivi della sua vita. Afferma di essere stata ispirata da due grandi scienziate francesi: Marie Curie, prima donna a ricevere il Nobel nel 1903 (in fisica), e l’astronauta Claudie Haigneré, prima francese nello spazio. “Avevo 14 anni quando Haigneré compì il suo primo volo, e quello fu il momento decisivo che mi spinse a dedicarmi alla scienza e alla tecnologia ad alto livello”, dice Adenot a Le Parisien.Ma la sua passione non può non tenere conto di un terzo elemento: suo nonno, meccanico nell'aeronautica militare, che le ha trasmesso l’amore per le macchine e le stelle. Nel libro Sophie Adenot, de la Terre aux étoiles scritto da Marc Dana, l’astronauta spiega in effetti come suo nonno sia stato una persona chiave della sua vita.Con queste basi e tramite un percorso scolastico brillante, Adenot inizia a lavorare per Airbus, per poi entrare a far parte dell'Aeronautica militare come pilota di elicotteri. A 40 anni aveva quasi rinunciato al suo sogno spaziale, poi nel 2022 il grande annuncio: l'Agenzia spaziale europea (Esa) annuncia che Adenot fa parte della nuova classe di astronauti europei, selezionata tra più di 22 mila candidati. “Le barriere più grandi sono quelle che ci poniamo noi stessi”, dice, sperando di ispirare le nuove generazioni. “Penso che bisogna osare. Osare inviare le proprie candidature, osare immaginare che si potrà trovare il proprio posto nel mondo scientifico, aeronautico o spaziale”.Diplomata nel 2024, con tanti allenamenti e preparazione alle spalle, Adenot si definiva “serena” prima della sua partenza.
Chi è Sophie Adenot, l’astronauta europea che farà germogliare le piante a bordo della Stazione spaziale internazionale
Trent’anni dopo il suo idolo, Claudie Haigneré, Sophie Adenot diventa la seconda donna francese nello spazio. Partita dalla California venerdì 13 febbraio, l'astronauta europea passerà nove mesi sulla Iss








