La pastissada veronese, i pezzetti salentini, il caval pist di Parma o le polpette a Catania e gli sfilacci a Padova, sono alcuni dei piatti tradizionali a base di carne di carne di cavallo che potrebbero essere banditi dalle tavole italiane se andrà in porto la proposta di legge che vieta la macellazione degli equidi.

Le proposte di legge, depositate alla Camera dalle deputate Susanna Cherchi (M5s) e Luana Zanella (Avs), sono infatti entrate nella fase operativa dell’iter parlamentare: la Commissione Agricoltura di Montecitorio ha iscritto i provvedimenti all’ordine del giorno e in questi giorni si lavora su testo base e possibili audizioni ed emendamenti; dopo il via libera della Commissione, il pacchetto potrà approdare in aula per il voto.

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Il precedente in Grecia

È la prima volta che, tra le diverse proposte sul divieto di macellazione degli equidi presentate nelle ultime legislature, un’iniziativa arriva davvero alla fase di esame. Esultano dall’associazione animalista Animal Equality Italia, molto attiva nella difesa degli equidi: “L’avvio dell’esame di questa proposta di legge rappresenta un passaggio politico rilevante e atteso. È il segnale che il Parlamento ha deciso di affrontare una pratica crudele e opaca, che provoca gravi sofferenze agli animali e pone seri interrogativi anche sul piano della tutela della salute pubblica”, ha dichiarato il direttore esecutivo Matteo Cupi. Già nel 2023 l’associazione aveva indetto una petizione al governo e raccolto 247mila firme per chiedere di vietare la macellazione dei cavalli riconoscendone lo status di animali di affezione, al pari di cani e gatti. In Europa, c’è un precedente ed è la Grecia, dove vige il divieto nazionale di macello equino dal 2020.