ROMA – Il Gruppo Fs è al lavoro con il ministero dei Trasporti e la Ragioneria dello Stato per scongiurare qualsiasi rischio di declassamento del suo rating. Un abbassamento della pagella di affidabilità - spiega l’ad Stefano Antonio Donnarumma - non sarebbe meritato perché oggi corre un rischio zero chi ha investito nel Gruppo Fs.
Perché allora ha preso forma una situazione incerta, problematica? Spiega Donnarumma che l’indebitamento netto di Fs è salito a quota 14 miliardi di euro, oltre la soglia consigliata a una società di infrastrutture in rapporto al suo Ebitda.
In questo andamento - aggiunge - ha avuto il suo peso l’accelerazione degli investimenti sulla rete ferroviaria per onorare gli impegni europei del Pnrr.
Le richieste e il commissario
Ma - attenzione - la zavorra del debito si alleggerisce a soli 8 o 9 miliardi, e rientra in una soglia virtuosa, se si considerano i crediti che il Gruppo Fs vanta verso lo Stato. Il nodo dunque è questo. Ora lo Stato centrale dovrà assicurare al Gruppo Fs dei «flussi» di denaro più copiosi e rapidi perché non appaiano fuori controllo indebitamento e interessi necessari a sostenerlo.






