Se ascensore dovrà essere è bene che serva tutti i piani dello stabile, quindi è necessario che vengano esplorate opzioni diverse dal “catafalco di vetro”. Il Consiglio di Stato ha bloccato l’avvio dei lavori, inizialmente approvato dal Tar, nella corte del quattrocentesco complesso di Ca’ Bernardo a Venezia, in cui ha casa anche Fiorello.

Il progetto iniziale, presentato dalla famiglia dell’inquilina del secondo piano, era stato giustificato con la necessità di aiutare la signora, ultranovantenne, e prevedeva una struttura a vetri con una sola fermata, al piano abitato dall’anziana, collocato in una corte interna.

Un’ipotesi per nulla gradita ad altri condomini, che hanno presentato ricorso. “Avevamo proposto una nuova allocazione dell’ascensore e che servisse tutti i piani: il primo dove viviamo noi. Il secondo dove vive la signora anziana; il terzo dove ci sono le proprietà del signor Fiorello. Il nostro vicino si era rifiutato. Il Consiglio di Stato ha invece dato ragione ai nostri avvocati», ha detto al Corriere del Veneto Gaby Wagner, moglie del proprietario Jean Marie Degueldre, che con i parenti ha proposto il ricorso. Per i legali Elisabetta Orsini e Francesco Acerboni, “il Consiglio di Stato ha compreso ciò che da due anni stiamo cercando di spiegare alla Soprintendenza: l’esigenza di una valutazione effettiva, proporzionata e non meramente formale delle alternative progettuali”.