VENEZIA - L’ascensore della discordia, alla fine, si potrà fare. Il via libera ai lavori arrivato dal Comune di Venezia è stato confermato, in questi giorni, anche dal Tar del Veneto. Una battaglia tutta veneziana - dove il diritto all’accessibilità si scontra con la salvaguardia del contesto storico-artistico - quella che si sta combattendo ormai da quattro anni tra i vicini di Ca’ Bernardo, importante complesso nobile di San Polo con affaccio sul Canal Grande. Qui ha preso casa, all’ultimo piano, anche Rosario Fiorello, il noto showman.
Ed è qui, in una bella corte interna di impianto gotico, che il condominio aveva chiesto, già nel 2022, di realizzare un ascensore a servizio degli ultimi piani, dove all’epoca viveva un’anziana invalida. Scelta che era stata presa a maggioranza dai proprietari del secondo piano nobile, da sempre della famiglia trevigiana degli Avogadro Azzoni, e dell’ultimo, da qualche anno acquistato da Fiorello, che sono poi quelli a cui appartiene pure la corte interna. Contestata, però, dai proprietari del primo piano nobile, i Degueldre, che non hanno titoli sulla corte, non utilizzeranno l’ascensore, ma si troveranno la struttura appoggiata su una parete esterna della loro proprietà.






