Sono stati tutti condannati i quattro accusati che avevano scelto il giudizio abbreviato nell'ambito del processo per le torture in carcere al Cerialdo di Cuneo.
La pena più alta è quella nei confronti dell'ispettore Giovanni Viviani, tre anni e due mesi.
Sarebbe stato lui a guidare il blitz del 20 giugno 2023 nella cella 417 del padiglione Gesso.
Secondo l'accusa l'ispettore, insieme a cinque agenti penitenziari in quel momento fuori servizio, era entrato nella cella in cui si trovavano reclusi quattro detenuti pakistani.
Dopo averli salutati con un "buonasera" aveva iniziato a picchiarli con calci e pugni, invitando i sottoposti a fare altrettanto. I quattro erano stati poi portati di peso in infermeria insieme a un loro connazionale, detenuto nella cella vicina, che lamentava forti dolori: il pestaggio degli agenti sarebbe stato innescato proprio dalla protesta per il mancato intervento dei sanitari.







