È morto all'età di 52 anni il critico cinematografico e youtuber Federico Frusciante. Secondo quanto comunicato sui suoi profili social ufficiali, la scomparsa è avvenuta domenica 15 febbraio per un malore nella sua abitazione di Livorno, solo due giorni prima aveva partecipato a Bologna “alla serata coi Criticoni! Meet & Greet, introduzione, proiezione di Blade Runner e discussione post-visione” come scritto sui suoi social.
Nato il 28 agosto 1973 a Pontedera (Pisa), Frusciante era cresciuto e professionalmente legato a Livorno, dove a soli 25 anni aveva aperto una videoteca destinata a diventare un punto di riferimento per generazioni di cinefili. Il negozio, inizialmente affiliato a un franchising e poi ribattezzato 'Videodrome' - nome ispirato al film di David Cronenberg - ha resistito alle trasformazioni del mercato, dalle grandi catene allo streaming illegale, fino alla chiusura nel 2022 dopo 23 anni di attività. Figura cult del panorama cinefilo italiano, soprattutto online, Frusciante aveva saputo trasformare la sua esperienza di “videotecaro” in un presidio culturale, approdando con successo su YouTube e sui social.
Sul canale "Federico Frusciante", seguito da quasi 120 mila iscritti, pubblicava recensioni cinematografiche e musicali dallo stile diretto e appassionato, capaci di spaziare dal cinema mainstream alle nicchie dell'horror e dell'indipendente. Alcuni video hanno superato le 300 mila visualizzazioni, mentre su Instagram contava oltre 55 mila follower. Musicista post-punk, attore e compositore, aveva collaborato con riviste specializzate come FilmTv e Nocturno, intervistando registi del calibro di George A. Romero e Dario Argento. Invitato a tenere lezioni universitarie fuori dagli schemi e giurato in festival internazionali, era considerato una voce libera e spesso controcorrente del dibattito cinematografico. Nell'ultimo anno faceva parte dei "Criticoni", progetto condiviso con Davide Marra, Francesco Alò e Mattia Ferrari, con cui aveva portato nei teatri e nei cinema di tutta Italia incontri e dibattiti sulle nuove uscite, con un taglio libero e mai convenzionale. Tra i sogni rimasti incompiuti, quello di una Casa del Cinema a Livorno, progetto più volte evocato come spazio di incontro e diffusione culturale.






