Imprevisti in diretta a L’aria che tira, su La7. Cose che capitano con tempismi sospetti. Marcello Sorgi, notista politico di punta de La Stampa, commenta le discusse dichiarazioni di Nicola Gratteri sul referendum sulla giustizia e, cosa abbastanza rara nel campo progressista, critica la toga. «Gratteri è molto impegnato nella campagna del No e lo fa senza far parte del Comitato per il No. Parla da magistrato importante, della Procura di Napoli. Posso dire una cosa? Da magistrato non è capace di parlare così, a braccio.

Dimostra la professionalità tipica del magistrato che quando deve fare la sua requisitoria in aula ha delle carte a cui si attiene. Quando come è evidente, gli scappa come gli è scappata...». «Quella era una intervista, anche posata...», lo corregge David Parenzo. «Sì, sì, ma poi ha dovuto precisare... A ognuno il suo mestiere». Dopo pochi secondi, mentre la parola è passata a Piergiorgio Odifreddi in collegamento, il fattaccio. All’editorialista de La Stampa arriva una telefonata. L’audio dello smartphone è acceso, per giunta piuttosto altino. Al primo “driin” Parenzo se ne accorge subito e blocca la diretta, buttandola simpaticamente in caciara.

«Fermi tutti, telefonata per Sorgi. È Gratteri, probabilmente...». Il dubbio è lecito, in studio cala un certo gelo. Mentre Sorgi sussurra un imbarazzato «ti chiamo dopo», accanto a lui la deputata del Pd Laura Boldrini scoppia a ridere: «Ma... e risponde!». «Era importante?», lo incalza Parenzo buttandosi a capofitto nel retroscena. «No, succede eh, non era importante».