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E regala all'Italia la vittoria n° 50 nella storia dei Giochi invernali. "Negli ultimi 2 km ho capito che potevo farcela"

Monna Lisa è un tableau vivant. Un quadro vivente perché scia, spara e sorride. Non è statica, non sta con le braccia conserte fissando il pubblico, ma imbraccia una carabina con la quale va a segno senza intoppi. Ha il profilo minuscolo di un'atleta della fatica, ma è gigante nelle proporzioni vitruviane del suo exploit. Leonardo non l'avrebbe potuta disegnare meglio: l'ovale perfetto, la doppia treccia antica, una ferocia moderna, colorata come il cielo di Anterselva ed il suo tifo multicolore che sottolinea ogni colpo perfetto, sostiene ad ogni pattinata verso la vittoria. Lisa ha gli occhi blu. Ma oggi piace pensare siano innanzitutto azzurri.

Voleva inseguire e si prende l'oro nella 10 km dell'inseguimento. Aveva deciso una strategia e l'ha portata avanti. Nei primi due poligoni, sorpassa quelle che l'avevano preceduta nella sprint di sabato, chiusa al quinto posto: la norvegese Maren Kirkeeide è d'argento, bronzo alla finlandese Suvi Minkkinen.