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15 FEBBRAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 13:48
Un bronzo sofferto e vinto con i denti grazie all’esperienza e alla classe di Federico Pellegrino. L’Italia maschile dello sci di fondo torna sul podio olimpico nella staffetta a 20 anni di distanza dall’oro di Torino 2006. Una medaglia che gli azzurri Davide Graz, Elia Barp, Martino Carollo e Pellegrino hanno inseguito per tutta la stagione. L’obiettivo, dichiarato anche dallo stesso Pellegrino nella sua intervista al Fatto Quotidiano, era salire sul podio in una gara a squadre e l’Italia ci è riuscita. Per il valdostano, portabandiera nella cerimonia d’apertura a Milano, è la definitiva consacrazione nell’olimpo dello sport italiano. Proprio una sua prestazione magistrale in ultima frazione ha consentito agli azzurri di centrare il bronzo, a 48” dalla Norvegia, oro, e alle spalle della Francia, argento.
Una medaglia sudata per gli azzurri, che in due occasioni hanno rischiato di perdere terreno prezioso nei confronti dei rivali, ma hanno saputo reagire nel momento di difficoltà e mantenere vivo il sogno podio fino alla fine. Poi ci ha pensato Pellegrino a compiere il capolavoro e regalarsi la terza medaglia olimpica in carriera, dopo i due argenti vinti nella sprint tra Pyeongchang 2018 e Pechino 2022. Il valdostano è arrivato a braccia alzate sul traguardo di Lago di Tesero nel tripudio del pubblico sugli spalti.











