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15 FEBBRAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 9:14

A Milano il tema del sovraffollamento carcerario entra nell’agenda cittadina attraverso un’iniziativa che prova a intervenire su un punto specifico: la mancanza di un domicilio per chi potrebbe accedere alle misure alternative alla detenzione. Il progetto è stato elaborato all’interno di Cattolici Ambrosiani, spazio di confronto nato due anni fa su impulso dell’arcivescovo Mario Delpini, che aveva invitato i cattolici dell’arcidiocesi a riflettere sull’impegno civile e politico. Nel gruppo siedono professori universitari, laici impegnati e politici cattolici presenti in Consiglio comunale e nei Municipi, appartenenti a forze politiche diverse. “È stato un percorso di due anni”, spiega a ilfattoquotidiano.it il professor Giorgio Del Zanna. “Ci siamo confrontati su diversi temi. Questo è uno dei tanti aspetti che si potevano affrontare, non l’unico”. La scelta, racconta, è maturata nell’anno giubilare, concentrandosi sulla condizione dei detenuti nelle carceri milanesi.

Nel discorso alla città del 5 dicembre 2025, Delpini ha parlato di “Costituzione tradita” per le “pessime condizioni dei carcerati”, richiamando il principio rieducativo della pena. Parole che hanno fatto da cornice a un ragionamento più operativo. “Abbiamo guardato a chi esce dal carcere ma non ha una casa”, prosegue Del Zanna. “E a chi potrebbe usufruire di misure alternative ma non può andarci perché non ha un domicilio. Anche il sovraffollamento delle carceri è dovuto a questo problema”. Il progetto, sviluppato in collaborazione con il Comune di Milano, prevede l’individuazione di “una decina di appartamenti di edilizia pubblica”, precisa Del Zanna, “oggi non assegnati e non assegnabili perché sono fuori norma”. L’idea è reperire fondi attraverso fondazioni bancarie e altri soggetti privati per ristrutturarli. “Il progetto prevede di sistemare le case e poi affidarle, tramite bando, a enti del terzo settore che gestiscono housing sociali”, spiega. Saranno questi enti a occuparsi dell’accompagnamento e dell’inserimento sociale e lavorativo delle persone accolte.