Gli avvocati Danila Solinas e Marco Femminella, difensori della famiglia del Bosco, hanno presentato al Tribunale per i minorenni dell’Aquila e al servizio sociale, una diffida in cui si chiede che venga garantita ai bambini la possibilità di accedere liberamente alla madre senza alcun impedimento fisico, lasciando quindi la porta che separa i due spazi aperta. Si invita a desistere dall’«irragionevole decisione disponendo che tra i figli e la madre si ristabilisca una piena convivenza all’interno della struttura. Si richiede che la porta resti aperta sia di giorno che di notte, onde evitare ulteriore dolore e trauma ai bambini».

I legali fanno riferimento alla porta che divide i locali occupati dai minori da quelli in cui vive la madre nella casa famiglia di Vasto, dopo che i tre bambini avevano provato a raggiungere l'alloggio di Catherine quando lei era assente. Ora la porta è chiusa a chiave. La psicologa Martina Aiello, consulente di parte, ha fornito un quadro preoccupante sullo stato emotivo dei minori: «Ad oggi è plausibile ritenere che ci sia una porta che non permette l'accesso dei bambini al piano della madre. È una porta che distingue due piani e viene chiusa affinché la madre non sia raggiungibile dai bambini. Questo crea angoscia soprattutto di notte», ha spiegato Aiello. La psicologa ha aggiunto: «I bambini hanno incubi tremendi con risvegli angoscianti, piangono e gridano. Sapere che la porta è chiusa accresce drammaticamente la loro angoscia. Stiamo fronteggiando un allarme riguardo alla tenuta psicologica dei bambini e anche della madre».