«Il Tribunale fisserà a breve il prezzo del deposito». Così scrivevano in una nota i giudici di Sion, in merito alla custodia cautelare per Jessica Moretti. Era lo scorso 13 gennaio. Eppure di questo passaggio, nelle pieghe di un’inchiesta con mille lacune, sulla quale pende adesso una seconda istanza di ricusazione da parte di un avvocato svizzero, si sono perse le tracce. Jessica Moretti, indagata insieme al marito Jacques per il rogo del Constellation con le ipotesi di omicidio plurimo, lesioni e incendio colposi, non ha mai pagato e il Tribunale non si è più è pronunciato sulla questione. Della cifra richiesta dalla procura, 400mila franchi per entrambi i proprietari del locale dove la notte del primo gennaio sono morte 41 persone e 115 sono rimaste ferite, ne sono stati pagati, da un anonimo amico, solo 200mila, previsti per la liberazione di Jacques. Un passaggio che ha portato l’Italia a richiamare l’ambasciatore Gian Lorenzo Cornado, dal 24 gennaio a Roma. Ma il Tribunale aveva annunciato che anche Jessica avrebbe dovuto versare la somma. Nelle migliaia di pagine depositate dalla procura ai legali di parte civile, mentre si fa chiaro riferimento alla cauzione versata per la liberazione di Jacques, pagata attraverso il legale della difesa Patrick Michoud, la cauzione di Jessica è scomparsa.