MESTRE (VENEZIA) - «Da una settimana non faceva che ripetere che, finalmente, da domenica sarebbe stata in ferie: era felicissima, sarebbe andata a sciare con il compagno e la figlia, non aspettava altro». Sulla neve, però, Lindita Ajazi e la sua famiglia non ci sono mai arrivati, fermati da una Mercedes Glc che nella mattinata di ieri li ha travolti mentre erano in viaggio per le vacanze. Il periodo più cupo, per Lindita, sembrava essere passato: negli anni era riuscita a sconfiggere due tumori, a combattere contro quella che sembrava essere un’infertilità che si era messo di mezzo tra lei e il suo sogno più grande, avere una bambina. Soltanto tre anni fa aveva perso la madre a cui era molto legata, «ma era riuscita a rialzarsi anche dopo questo», sottolineano le amiche. Il peggio, invece, doveva ancora arrivare.
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Lindita – da tutti conosciuta come “Didi” –, nata in Albania, si era trasferita da giovanissima a Mestre, dove aveva sempre lavorato come addetta mensa. Da almeno 15 anni era dipendente della ditta Sodexo, che fornisce i servizi di ristorazione all’ospedale dell’Angelo e al centro servizi per anziani Nazareth di Mestre. Posti di lavoro, questi, che per lei erano diventati negli anni delle seconde case e i suoi colleghi una grande famiglia. Tutto il suo giro di amicizie ruotava infatti attorno alla sua professione e a Mestre, una città in cui però non viveva da qualche anno, da quando aveva conosciuto il suo compagno. Assieme all’uomo, Pierluigi, “Didi” si era trasferita a Campagna Lupia, in una casa appartenente alla famiglia di lui, lasciando l’appartamento in cui viveva assieme alla mamma e alla sorella Mimoza. Suo fratello, Arben, da anni si era invece creato una famiglia e trasferito a Quarto D’Altino, mantenendo comunque solido il legame con le sorelle e la madre.






