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Nel marzo del 1973 il divulgatore, al tempo alla conduzione del tg sulla Rai, si trovò costretto a commentare un derby di Milano per un guasto tecnico, cavandosela comunque alla grande
Ci sono voci che appartengono ad una geografia precisa dell’immaginario collettivo. Quella di Piero Angela, per decenni, ha abitato lo spazio della conoscenza, della divulgazione paziente, del racconto limpido dei misteri della natura e del progresso umano. È la voce che accompagna lo spettatore tra le pieghe dell’universo, dentro il corpo umano, lungo i secoli della storia. Per questo sorprende, ancora oggi, ritrovarla alle prese con un campo da calcio, con un derby acceso, con l’urgenza del risultato.
Eppure è successo anche questo. Marzo 1973. Le immagini di Inter–Milan scorrono sullo schermo. Piero Angela è seduto nello studio Rai. Già da tempo conduce il telegiornale della seconda rete. Introduce il servizio sportivo con la consueta sobrietà, poi si ferma un istante, quasi a prendere le misure di quel che sta succedendo. «Io non sono un esperto ma…», dice mentre scorrono le immagini e non parte il commento del servizio, lasciando sospesa la frase come si fa quando si entra in un territorio che non si frequenta abitualmente. Poi aggiunge, con un sorriso appena accennato: «Credo che i tifosi le riconosceranno da soli». L'intero episodio viene raccontato in video su Rai Teche, in occasione dei 70 anni della Tv Pubblica.






