MILANO. L’Inter vince 3-2 e scappa a più 8 sul Milan: comincia a vedere il tricolore in modo sempre più nitido e luminoso. Per la Juventus invece è monocromia: c’è il rosso, sventolato a Kalulu, che condiziona la partita e fa montare la rabbia. Rabbia contro Bastoni, contro l’arbitro La Penna, contro il regolamento del Giuoco del calcio. Vaglielo a spiegare a Locatelli e compagni che comunque hanno offerto una eccellente prestazione, mettendoci prima organizzazione e poi cuore; che nonostante gli zero punti raccolti hanno ragione di mantenere fiducia e consapevolezza dei mezzi...
Alla base di tutto c’è il principio per cui la perfezione non smuove gli 0-0. E invece, al contrario, le partite memorabili ed emozionanti nascono dagli errori. Alcuni errori però fanno nascere i fiori, altri invece frustrano, impongono interventi. Risulta semplice accettare ad esempio i sali-scendi di Luis Henrique che prima innesca l’autogol dell’1-0 (17’) ma di lì a poco resta inerme in occasione del pareggio bianconero.
E risulta persino affascinante prendere atto del sussulto d’orgoglio di Cambiaso, che firma la sua seconda autorete in meno di un mese (dopo quella contro il Parma) eppoi però insacca il suo secondo gol stagionale (dopo quello contro la Cremonese). Tutto questo e un po’ di altro ancora lo si può ascrivere alla voce «natura delle cose».










