Lo sente. Ma la sua non è solo una suggestione: “A mia madre in ospedale, un mese dopo il parto, dissero che mio fratello era morto. Ma lei non ha mai visto il suo corpo”. Un anno fa, Nicolai Pio, 36enne veneto nato in Bulgaria, ha saputo di aver condiviso il viaggio nel grembo materno con un gemello omozigota che non ha mai saputo di avere. Da quando lo ha saputo, non si è rassegnato all’idea che non ci sia più. Ha scritto un libro e a chi leggerà la sua storia dice: “Non smettete di cercare. Io spero di trovare mio fratello”.

Nato in Bulgaria il 23 marzo del 1999, Nicolai ha vissuto fin dall'età di due anni a San Nicandro Garganico, in provincia di Foggia, adottato da una famiglia del posto. Ora vive in Veneto e lavora in una scuola. La scoperta di avere un gemello, da qualche parte nell’universo o su questa terra, è del 2025. Quando è andato nel Paese in cui è nato a conoscere i suoi genitori biologici.

"Ho saputo di essere figlio adottivo all'età di sei anni - racconta - quando i miei genitori me lo hanno rivelato. Dicendomi che, nel momento in cui avessi voluto conoscere i miei genitori biologici, mi avrebbero aiutato. Questo momento è arrivato circa un anno fa, quando con mio padre mi sono recato in Bulgaria a conoscere la mia famiglia biologica, composta da papà, mamma e cinque tra fratelli e sorelle. Lì ho scoperto di avere un gemello". Gli è stato detto che è morto, ma non ci sarebbero le prove. “Io credo, al contrario, sia vivo. Lo sento e chiedo a chiunque sappia qualcosa di aiutarmi a ritrovarlo”.