ASan Valentino, il vino non accompagna soltanto il cibo. Lo anticipa, lo suggerisce, a volte lo sostituisce. È gesto, sguardo, promessa. Un linguaggio sottile che parla d’amore nelle sue forme più diverse, dalla seduzione alla fedeltà, dalla passione alla cura. C’è chi sceglie il ristorante, affidandosi all’esperienza di un sommelier, e chi invece resta a casa, costruendo la serata intorno a una bottiglia scelta con cura in enoteca. Cambiano i luoghi, non l’intenzione.

Trovare vini seduttivi, capaci di creare atmosfera e accompagnare la cena è la chiave vincente: “Più che al menu, il vino va abbinato alla serata – spiega Rudy Travagli, maître e sommelier di Enoteca La Torre a Roma –. A San Valentino non possono mancare rosati e bollicine rosé. Vini leggeri, poco alcolici, che non rubano la scena. E per chi non rinuncia al rosso è perfetto un Amarone della Valpolicella che parla di intensità e condivisione”. A casa, spesso, la scelta si concentra su un’unica bottiglia capace di reggere la serata. “Per una cenetta a due è importante che il vino accompagni il tempo - racconta Carla Trimani, titolare dell’omonima enoteca a Roma -. Può essere spumeggiante, come un Alta Langa rosé, ma spaziando tra i vini italiani c’è solo l’imbarazzo della scelta. Un calice di Etna Bianco per un pieno di energia, o un rosso avvolgente come il Montepulciano d’Abruzzo”.