Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
L’ultima flebile speranza. Chiesta dai pm l’analisi sul box del trasporto dell’organo
«Tommaso è il primo nella lista dei trapianti». A riaccendere, per quanto possibile, le speranze di mamma Patrizia è la dichiarazione arrivata dal ministero alla Salute di Orazio Schillaci. «La rete nazionale trapianti è impegnata nella ricerca di un potenziale donatore. Qualsiasi segnalazione compatibile, anche proveniente dall’estero, sarà immediatamente valutata e proposta al centro trapianti. Tutti i centri di donazione nazionale sono sensibilizzati e sorveglieranno eventuali donatori potenziali» spiega il ministero che intanto ha provveduto a inviare gli ispettori all’ospedale Monaldi di Napoli e a Bolzano.
Tommaso, il piccolo di 2 anni a cui è stato impiantato un cuore danneggiato, peggiora di ora in ora. Tanto che ieri si sono inseguite notizie contrastanti e si è ipotizzato che il bimbo, attaccato a un respiratore artificiale, non fosse più in grado di sostenere l’intervento, ormai debilitato e con gli altri organi troppo affaticati. «Secondo il parere del nostro medico legale, il bimbo presenterebbe una condizione clinica che lo renderebbe ormai inabile al trapianto» ha spiegato l’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia. Mamma Patrizia però non si arrende e ha chiesto un nuovo parere ai medici del Bambino Gesù di Roma per capire se c’è ancora margine (e quanto) per il trapianto. Mentre si spera in una specie di miracolo, continuano le indagini: i carabinieri del Nas di Napoli, coordinati dal tenente colonnello Alessandro Cisternino, hanno acquisito tutta la documentazione che gli inquirenti stanno passando al setaccio.













