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14 FEBBRAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 8:57
Il 23 febbraio, Amélie de Montchalin, attuale ministra dei Conti pubblici, prenderà la testa della Corte dei Conti. La nomina da parte di Emmanuel Macron – è una delle prerogative costituzionali del capo dello Stato – rompe la consuetudine di questa antica istituzione che vuole che, a presiederla, siano personalità a fine carriera che, secondo la formula dell’ex presidente del Consiglio costituzionale Laurent Fabius, non abbiano “nulla da temere né nulla da sperare”. Invece Amélie de Montchalin ha 40 anni e una lunga carriera davanti a sé. È anche la prima donna a ottenere il posto. Ma non è per questi motivi che l’annuncio sta sollevando la polemica in Francia.
Amélie de Montchalin, più volte ministra dal 2020, prima alla Funzione pubblica, poi alla Transizioni ecologica e infine, dal dicembre 2024 ai Conti pubblici, è un volto di primo piano del macronismo: fino a poche settimane fa difendeva in Assemblea nazionale il bilancio dello Stato del 2026, tra pochi giorni sarà chiamata a pronunciarsi su quegli stessi conti pubblici. Oserà criticarli? Nessun ministro in carica era mai stato catapultato prima d’ora in Francia alla testa della Corte dei Conti. Le opposizioni hanno denunciato il rischio di conflitto di interessi e la “politicizzazione” dell’istituzione. Gli stessi magistrati della Corte in una missiva hanno sottolineato la loro preoccupazione per l’indipendenza dell’istituzione.












