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Ultimo aggiornamento: 18:02

Un ragazzo di 19 anni è stato posto agli arresti domiciliari a Foggia con l’accusa di stalking nei confronti di una sua coetanea. I due avevano frequentato insieme le scuole dall’asilo fino alle superiori. Secondo quanto emerso, l’allontanamento dovuto a “divergenze caratteriali” era sfociato in episodi di bullismo durante le medie, per poi culminare a giugno scorso con l’affissione di fotomontaggi sui muri dell’istituto superiore e in vari punti della città. Nelle immagini, il volto della giovane era sovrapposto a corpi nudi di altre donne, accompagnato da frasi volgari.

Le indagini condotte dalla Squadra mobile di Foggia hanno accertato che l’indagato avrebbe utilizzato l’intelligenza artificiale per scopi diffamatori e per intralciare l’attività investigativa. Sui dispositivi sequestrati sono state rinvenute conversazioni con il modello ChatGPT, a cui il giovane chiedeva suggerimenti su frasi “che possano destare scalpore tra gli adolescenti e che siano ridicole per la vittima”.

Il ragazzo avrebbe inoltre utilizzato l’IA per ottenere istruzioni su come effettuare una parziale cancellazione di dati e adottare accorgimenti per eludere le indagini. L’avvocato della vittima, Fabio Verile, ha precisato che il diciannovenne sarebbe riuscito a ottenere tali informazioni avendo “aggirato le barriere etiche e funzionali del sistema” attraverso la simulazione di richieste “di carattere creativo e letterario”. La vittima aveva indicato il nome dell’ex compagno di scuola agli inquirenti spiegando che il giovane era in possesso di sue fotografie originali, poi risultate compatibili con i montaggi. L’analisi informatica ha confermato la presenza di file e didascalie corrispondenti a quelli affissi pubblicamente.