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13 FEBBRAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 16:38
Non si ferma l’assalto della destra contro il procuratore della Repubblica di Napoli, Nicola Gratteri. Dopo l’intervista video al Corriere della Calabria sul referendum, a scendere in campo sono stati quasi tutti i big della maggioranza che sostiene il governo di Giorgia Meloni. “Alza i toni e offende”, ha attaccato ieri la seconda carica dello Stato, Ignazio La Russa, mentre il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, si è detto “sconcertato” suggerendo che “l’esame psico-attitudinale” andrebbe previsto per i magistrati “anche per la fine della carriera”. Inutili le repliche dello stesso Gratteri: “Non ho mai detto che i cittadini che voteranno Sì sono tutti appartenenti a centri di potere o a malavita e massoneria”, ha spiegato il procuratore intervenendo a Piazza Pulita su La7. “I miei interventi – ribadisce Gratteri – non possono essere parcellizzati: ho detto che a mio parere voteranno Sì coloro che non vogliono essere controllati dalla magistratura, tra cui centri di potere, ‘ndrangheta e massoneria deviata. Ma non ho mai detto che tutti quelli per il Sì appartengono a centri di potere“.
L’avere ribadito il suo pensiero non ferma però gli attacchi. Dal centrodestra è un continuo susseguirsi di dichiarazioni e comunicati stampa contro il procuratore di Napoli. “È successa una cosa abbastanza scioccante: il magistrato Gratteri sostanzialmente ha dichiarato che le persone che non la pensano come lui sono moralmente inferiori. Io credo che qui non ci sia un tema di referendum sì o no, ma ci sia un problema di idoneità di un magistrato a ricoprire quel ruolo“, ha detto il ministro della pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo. “Mi considero amico di Gratteri e come lui sa bene l’ho difeso molte volte, perché ritenevo giusto farlo. Questa volta è indifendibile“, scrive su X il ministero della Difesa, Guido Crosetto. Per il vicepremier leghista Matteo Salvini “da un procuratore della Repubblica, un cittadino italiano si aspetta terzietà e sobrietà, non insulti a casaccio e quindi la prima cosa che mi aspetterei da cittadino italiano sono le scuse“.














