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Ultimo aggiornamento: 15:52
Il 26 gennaio scorso è stato l’undicesimo anniversario della liberazione di Kobane. La città, sita nel nord della Siria, venne liberata dalle milizie Curde, JPG e YPG ed era assediata da mesi dai tagliagole dell’ISIS sotto la supervisione del governo turco. Oggi Kobane è nuovamente sotto assedio. Sempre da parte delle forze dell’ISIS che però non sono più considerate dall’occidente una formazione terroristica. Infatti l’ISIS nel frattempo, grazie all’aiuto di Turchia, Israele e Stati Uniti, ha preso il controllo della Siria cacciando il Presidente Bashar al-Assad. I paesi occidentali hanno preferito i terroristi islamici al regime siriano amico della Russia e così al-Jolani, tagliagole e capobanda dell’ISIS, è da circa un anno il Presidente della Siria. Presidente riverito in tutto il mondo e ricevuto in pompa magna anche dalla presidente del Consiglio Meloni.
A fare le spese di questa giravolta occidentale – che considera centrale la lotta al terrorismo solo fino a quando i terroristi non gli tornano utili – sono le popolazioni curde della Siria che dopo un periodo di relativa tranquillità sono nuovamente nell’occhio del ciclone. (vedi anche qui).






