Come robot indossabili. Gli esoscheletri, modelli che utilizzano alcuni principi della robotica per alleggerire pesi sostenuti e trasportati dall’uomo, applicati in alcuni ambiti lavorativi in cui l’essere umano è (ancora) centrale. Possono avere una duplice tecnologia: batterie che muovono i motori elettrici o una tecnologia passiva. È il caso di Mate-Xt Go, al 100% italiano, ultimo nato in casa Comau, uno dei player più interessanti nel mondo degli esoscheletri. “È una tecnologia al servizio dell’uomo, progettata per supportare le attività lavorative che richiedono uno sforzo prolungato per gli arti superiori” ci spiega Stefania Ferrero, Chief Marketing Officer di Comau, secondo cui uno dei punti di forza di questo dispositivo “è la facilità di utilizzo e di manutenzione, unitamente alla tecnologia passiva che rende l’utilizzo dell’esoscheletro adatto per molteplici mansioni e processi produttivi, da parte di persone con caratteristiche fisiche diverse”.

Mate, acronimo di Muscular Aiding Tech Exoskeleton, (sviluppato in stretta collaborazione con Iuvo, spin-off della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa) utilizza un sistema di molle a compressione e meccanismi a molla che accumulano energia quando si abbassano le braccia e la restituiscono quando si sollevano. Non avendo batterie, non va ricaricato, è leggero e può essere indossato per un intero turno senza preoccuparsi dell’autonomia. Nello specifico, questo esoscheletro indossabile è stato sviluppato per il supporto di braccia e spalle dei lavoratori che devono svolgere una serie di attività ripetitive nella loro routine di lavoro quotidiano. E’ noto, infatti, che la reiterazione di movimenti, se non eseguiti correttamente, possono influire in modo negativo sull’apparato muscolo-scheletrico, portando negli anni, a diverse patologie.