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13 FEBBRAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 8:05
Nelle sessioni straordinarie del Congresso argentino, convocate dal presidente di destra Javier Milei a inizio febbraio e ora in corso, tra gli ordini del giorno c’è la riforma della Ley de Glaciares. In vigore dal 2010, la legge protegge i ghiacciai e gli ambienti periglaciali, considerandoli riserve strategiche di acqua dolce, e vieta qualsiasi attività nelle loro aree. Il governo ultraliberista ritiene che sia eccessivamente restrittiva e che scoraggi gli investimenti del settore delle miniere. La sua proposta, che dovrà essere discussa entro la fine del mese, mira a sostituire il meccanismo di protezione automatica finora garantito per queste aree fragili, inserendo vincoli più flessibili. Secondo chi contesta le modifiche, se approvato il disegno di legge assicurerebbe il quadro normativo per avviare progetti minerari ad oggi vietati.
L’Argentina è uno dei Paesi con la maggiore estensione di ghiacciai al mondo: quasi 17.000 corpi glaciali distribuiti lungo oltre 5.000 chilometri. Nell’ultimo decennio, nel Paese la superficie dei ghiacciai si è ridotta di circa il 17%. La tendenza fa parte di un processo globale di accelerazione della perdita di ghiaccio: secondo uno studio pubblicato su Nature nel 2025, tra il 2000 e il 2023 i ghiacciai del mondo hanno perso in media 273 miliardi di tonnellate di ghiaccio all’anno a causa dei cambiamenti climatici associati all’uso di combustibili fossili.







