Il nostro presidente ha una posa da selfie: la testa appena reclinata di lato, sguardo all’orizzonte più che al telefono, atleti a destra a sinistra, dietro, accovacciati. Circondato. Di solito gli azzurri stanno alla larga dai politici, sanno l’effetto che fa, ma Mattarella ha un altro ruolo, non quello del talismano: semina calma e il campione non cerca altro. Così il Capo dello Stato diventa calamita.
Oldani, chef stellato a Casa Italia: “Mattarella? Ascolta il racconto di ogni piatto, un onore”
Mattarella a Cortina: "I tre ori? Medaglie sono degli atleti, nessuna appropriazione indebita"
È dall’inizio dei Giochi che catalizza benessere e secondo mezza Italia conduce all’oro. Lui tiene lontana l’idea di portare fortuna: «Sarebbe appropriazione indebita, i meriti delle medaglie non me li prendo, non sono miei». No, però i suoi giorni olimpici non sono stati istituzionali. Come sempre quando si avvicina alla generazione che spera di proteggere con la sua carica e che trova il modo di ringraziare per la rappresentanza, senza proporsi come esperto o tifoso. Sta attento, rispetta i risultati, partecipa in un modo che convince anche la presidente del Cio Kirsty Coventry, l’ennesima persona stupita dall’affetto che la gente dimostra a Mattarella, dal legame che c’è tra lui e la nazionale. Qualsiasi nazionale.










