Nella missione impossibile che ha trasformato Federica Brignone in una leggenda dello sport, un ruolo importante lo ha compiuto una clinica sportiva di Torino. Nei 315 giorni passati tra quella che poteva sembrare la fine di una splendida carriera e l’ingresso nella storia, più di 100 li ha passati al J Medical, il centro medico della Juventus che fa parte della struttura dell’Allianza Stadium. Brignone ha faticato per rientrare, per costruire giorno dopo giorno il suo rientro trionfale. Grazie al suo talento, alla sua tenacia e anche grazie al centro sportivo torinese, che ha aiutato nel corso degli anni anche Jannik Sinner.
Il centro medico torinese e Federica Brignone
Per più di tre mesi, i pazienti del centro sportivo inglobato nella pancia dell’Allianz Stadium hanno incontrato la campionessa azzurra. Con discrezione e affettuoso distacco hanno ammirato la sua via crucis, le sette ore di sofferenza per cambiare la realtà, per trasformare il terribile infortunio in un’opportunità. Mentre le persone comuni si recano al J Medical per semplici esami, fondamentali per la loro salute, la campionessa del Mondo e Olimpica ha stretto i denti lavorando: persone comuni e leggende dello sport fianco a fianco.














