La scena ha fatto il giro del mondo: un atleta nordico, fresco di medaglia olimpica, che invece di limitarsi ai ringraziamenti di rito sceglie le telecamere per chiedere scusa alla fidanzata che lo ha lasciato dopo aver scoperto un tradimento. Massimo Gramellini parte da qui, con un’annotazione fulminante nel suo editoriale sul Corriere della Sera: “Non si era mai visto uno scandinavo frignare in mondovisione per amore”.
Protagonista è Sturla Holm Laegreid, bronzo nel biathlon, travolto più dalla tempesta sentimentale che dall’emozione sportiva. Il suo appello pubblico non ha prodotto l’effetto sperato: “I social lo hanno squartato da par loro — osserva Gramellini, mentre la ex ha chiuso la porta con poche righe inviate a un giornale norvegese, dichiarando tutto il proprio imbarazzo — Un fallimento su tutta la linea”.
MILANO-CORTINA, "TI HO MESSO LE CORNA": LAEGREID VINCE IL BRONZO E CONFESSA IN DIRETTA
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Eppure il giudizio non è liquidatorio: “Non me la sento di unirmi al coro dei ‘crucifige’”, scrive l’editorialista, ricordando che “l’amore è (anche) una malattia che tra i suoi effetti collaterali comporta un accentuarsi dei sintomi di rimbecillimento”. Una frase che suona come un’assoluzione generazionale. Perché a vent’anni, suggerisce, si è più inclini al melodramma: “A quell’età si è più narcisi, più melodrammatici e soprattutto più ingenui”.











