L’intervento dopo le parole del sindaco Scajola: “Delegittimazioni personali e iniziative tali da determinare effetto dissuasivo sulla libertà accademica”
Incontro con il professor Sciarrone organizzato da Libera (Perotto)
Imperia – Solidarietà al professore Rocco Sciarrone dopo la querelle con il sindaco di Imperia Claudio Scajola. “L’Università degli Studi di Torino e il Dipartimento di Culture, Politica e Società esprimono piena solidarietà al professor Rocco Sciarrone in relazione alle polemiche riportate dalla stampa a seguito di un suo intervento pubblico sul tema della presenza della criminalità organizzata nel territorio di Imperia” si legge in una nota. La polemica era scoppiata a seguito dell’intervento di Sciarrone in un incontro organizzato al Liceo Vieusseux di Imperia, nel quale aveva detto che nell’Imperiese la ‘ndrangheta avrebbe trovato le porte aperte negli ambienti economici, politici e sociali, riferendosi ai processi che hanno coinvolto il territorio. Parole stigmatizzate dal sindaco Claudio Scajola, che ha rimarcato infanghino l’immagine della comunità.
“La sua attività scientifica - sviluppata nel corso di decenni e riconosciuta a livello nazionale e internazionale - si fonda su metodologie rigorose, sull’analisi di fonti istituzionali qualificate e su un costante confronto con la comunità scientifica. In particolare, gli studi sul radicamento delle mafie nelle aree non tradizionali e sulle relazioni tra economia legale, politica e organizzazioni criminali costituiscono un contributo essenziale alla comprensione di fenomeni complessi che riguardano l’intero Paese – interviene l’Università -. L’Università e il Dipartimento ribadiscono che la libertà di ricerca e di insegnamento rappresenta un principio fondamentale dell’ordinamento costituzionale italiano (artt. 21 e 33 della Costituzione) e trova riconoscimento anche a livello sovranazionale nell’art. 13 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, nonché nella Raccomandazione UNESCO del 1997 sullo status del personale docente dell’istruzione superiore. Tali fonti tutelano il diritto dei docenti e dei ricercatori a svolgere attività di studio e a diffonderne i risultati senza indebite interferenze o pressioni, in particolare di natura politica.







