Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
Ultimo aggiornamento: 14:13
In questi giorni la 2P della Rai, Petrecca-Pucci, ha tenuto banco. Grande e legittima indignazione per la telecronaca delle Olimpiadi del direttore di RaiSport e per l’imposizione prima, l’auto-deposizione del comico, almeno così lo presentano, Andrea Pucci. Per la verità Petrecca, prima in RaiNews e ora a RaiSport, aveva già superato il record dei voti di sfiducia della redazione. Resta memorabile l’assoluzione in diretta del fedelissimo di Meloni, Delmastro, che qualche minuto dopo è diventata condanna.
Il criterio seguito, anche allora, fu quello della fedeltà “usi obbedir tacendo”: in quel principio affonda le sue radici Paolo Petrecca, difeso sino alla morte sempre e comunque. Ora sono previste iniziative sindacali, proteste, denunce, giuste e opportune. Sarà il caso, tuttavia, oltre a protestare contro la 2P, di contrastare anche il disegno della P2 più vivo e operante che mai, dentro e fuori la Rai. Quel piano prevedeva e prevede presidenzialismo, separazione delle carriere, leggi speciali contro il pensiero critico, dissoluzione della Rai, serve altro?
La crisi ideativa, produttiva, editoriale della Rai non ha bisogno di commenti. Il polo RaiSet sta contrastando in ogni modo le ragioni del No al referendum. Le parole della presidente Meloni sulla presenza di un comico a Sanremo hanno segnato uno dei punti più bassi della storia del servizio pubblico. L’amministratore delegato si è subito accodato, hanno persino accusato gli oppositori di aver censurato la libertà di satira. Per fortuna non sono arrivati a denunciare il nuovo editto bulgaro contro i talenti della destra dominante.














