LENDINARA (ROVIGO) - Due anni di vita. Due anni appena, segnati per gran parte da una malattia che non le ha lasciato scampo. La piccola Gemma Chinaglia si è spenta lunedì sera, strappata all'affetto dei suoi genitori, Yuri e Yaryna, e di una famiglia che in questi mesi ha imparato a vivere sospesa tra la speranza e la paura.
La notizia si è diffusa rapidamente a Lendinara, lasciando dietro di sé solo un attonito silenzio. Perché la morte di un bambino non è mai solo un fatto di cronaca: è una frattura che attraversa una famiglia e il paese intero. Gemma era piccola, ma il suo nome era conosciuto. La sua storia, seguita con discrezione e rispetto, aveva toccato molti.
La malattia era arrivata presto, trasformando quella che doveva essere una quotidianità fatta di prime parole, primi passi, giochi e scoperte, in un percorso di visite, ricoveri, cure continue. I suoi genitori non l'hanno mai lasciata sola. L'hanno accompagnata in ogni momento, dentro ospedali e sale d'attesa, stringendole la mano, cercando di riempire di normalità anche le giornate più difficili.
È uno strazio che non ha parole, quello di due genitori che hanno visto la loro figlia combattere con una forza sproporzionata alla sua età. Una battaglia fatta di piccoli miglioramenti e nuove ricadute, di attese e di notti insonni. Fino a lunedì sera, quando il male ha avuto il sopravvento.






