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Ultimo aggiornamento: 13:38

Quando Gian Lorenzo Bernini ha poco più di vent’anni, a Roma c’è già un problema imbarazzante. Il figlio sta diventando più interessante del padre mentre il padre è ancora in piena attività.

Pietro Bernini è uno scultore affermato, lavora per famiglie importanti, conosce cantieri e committenti, ha una reputazione costruita nel tempo. Il figlio cresce nella sua bottega e all’inizio tutto sembra seguire una traiettoria ordinata. Poi, senza rumore, la gerarchia si incrina. Nelle opere realizzate insieme l’attenzione si sposta, grazie all’effetto visivo. Le figure più tese, le superfici meno rassicuranti, i corpi sembrano irrequieti. Il marmo di Gianlorenzo si comporta in modo diverso e attira lo sguardo.

È così che Bernini smette di essere “quello giovane” e diventa l’unico. Non tanto perché infrange le regole, ma perché le attraversa, mentre gli altri le stanno ancora applicando.