Lo sgombero alle prime ore della mattina del 12 febbraio delle ultime 50 famiglie rimaste dentro al grattacielo di Ferrara, andato a fuoco un mese fa, è solo l’epilogo di una situazione critica. Il Pd definisce “inaccettabile” quanto accaduto e che ha presentato un’interrogazione parlamentare sul caso. Almeno 500 persone rimaste senza casa, in prevalenza nuclei stranieri, ora cercano una sistemazione. Per il sindaco leghista della città estense, lo sgombero è stato la “liberazione necessaria” in quanto “era venuto meno il requisito fondamentale richiesto dai vigili del fuoco, che fino ad oggi aveva consentito una sorta di tolleranza”. Per i rappresentanti di centrosinistra, questa non può essere derubricata a una questione privata, ma Fabbri insiste su questa linea.

"Non sono stati garantiti ulteriori impegni economici nei confronti del personale addetto alla sorveglianza dei contatori - sottolinea il sindaco - Sapevamo che non sarebbe stata un'operazione semplice e indolore, per questo il Comune, anche questa mattina, con gli operatori di Asp presenti sul posto, sta continuando a fare la propria parte per mappare i nuclei fragili con minori che non avevano ancora preso contatti con i nostri uffici. Ma ciò che più conta è che oggi finisce uno stato di pericolo che gravava su molte persone. Ringrazio le famiglie che con grande dignità e in silenzio, nonostante l'amarezza di lasciare la propria casa, hanno compreso le ragioni del provvedimento e si sono attivate fin da subito per trovare una nuova sistemazione".