Altre 250 persone dovranno lasciare entro pochi giorni i propri alloggi al Grattacielo, maxicondominio multietnico di fine anni Cinquanta nei pressi della stazione di Ferrara: alla torre B l’alba dell’11 gennaio era scoppiato un incendio che aveva costretto 200 persone ad allontanarsi, ma ora identico destino riguarda altri 250 condòmini, quelli delle torri C e A. Lo prevede un’ordinanza del sindaco Alan Fabbri a seguito dei rilievi dei vigili del fuoco: ci sono 15 giorni di tempo per abbandonare gli appartamenti.
Le abitazioni non sono infatti considerate più a norma, in quanto gli impianti sono vetusti e completamente da rifare. Si parla orientativamente di altre 250 persone che in due settimane dovranno trovarsi un'altra sistemazione. La maggior parte è di origine straniera, con difficoltà nel reperire un affitto. Alcuni hanno casa di proprietà, molte sono persone che lavorano nella logistica a Bologna. evacuazione della prima torre aveva suscitato polemica, dopo la decisione del Comune di chiudere, a una settimana dall'incendio, lo spazio allestito in un palazzetto dello sport per accogliere chi non aveva un posto dove andare.
Fabbri: “L’11 gennaio tragedia sfiorata”
"Quella avvenuta l'11 gennaio è stata a tutti gli effetti una mancata tragedia: comprendo le difficoltà a cui andranno incontro i condòmini, ma intervenire subito è doveroso per tutelare la loro sicurezza", cerca di frenare le polemiche il primo cittadino Alan Fabbri. "Da sindaco - dice - ho firmato moltissime ordinanze di inagibilità, non per calamità naturali. Le persone coinvolte hanno dovuto provvedere da sole, in quanto privati. Da amministratore non posso permettermi disparità di trattamento tra cittadini. Il Comune sta facendo la sua parte. Rimangono però gravi inadempienze sedimentate negli anni da parte di chi, privato, doveva garantire sicurezza per sé e per gli altri al Grattacielo".






