Sul crinale scosceso che si affaccia sul Mar Egeo, il vasto cantiere assomiglia a una ferita aperta inferta alla roccia vulcanica. "Un crimine ecologico", afferma Manolis Mikelis, sindaco di Milo-Milos, l'isola greca delle Cicladi dove questo hotel di lusso ha avviato ampi lavori di ampliamento. "La geologia unica di Milo è nota in tutto il mondo. Non vogliamo che la sua identità cambi", tuona il primo cittadino.

Ville private e resort di lusso: l'intero arcipelago, noto per le sue case imbiancate a calce e le cupole blu delle chiese, è in preda a una frenesia immobiliare alimentata dal boom turistico. Ma alcuni sono allarmati da questa espansione irregolare, che minaccia paesaggi di eccezionale bellezza e l'identità stessa di isole con un patrimonio millenario.

Milo, l'albergo di lusso che ha programmato l'ampliamento, per ora bloccato (afp)

A dicembre, diversi sindaci delle Cicladi, così come del Dodecaneso – che comprende le popolarissime isole turistiche di Rodi e Kos – hanno lanciato l'allarme. "L'esistenza stessa delle nostre isole è minacciata", hanno avvertito in una risoluzione promossa dal sindaco di Santorini, Nikos Zorzos. Il turismo è diventato "un terreno fertile per residenze di lusso in vendita o in affitto", denuncia l’amministratore locale, la cui isola, meta turistica di fama mondiale, accoglie circa 3,5 milioni di visitatori per una popolazione di soli 15.500 abitanti.