Cuba sempre più in ginocchio. L’ultima difficoltà è la carenza di carburante, dovuta al blocco imposto dagli Stati Uniti. E le compagnie russe di turismo, che sono i principali vettori di visitatori nell’isola, sono costrette a interrompere i viaggi perché il rischio è di non riuscire più a riportare a casa le persone. Le autorità cubane hanno avvertito le compagnie aeree che non c'è abbastanza carburante a disposizione per garantire il rifornimento degli aerei e che dunque almeno fino all'11 marzo il carburante per aerei non sarà disponibile in 9 aeroporti dell'isola, compreso l'aeroporto internazionale José Martí dell'Avana. Il 9 febbraio anche il Canada ha sospeso i voli per Cuba. Un danno importante per l’isola visto che proprio i turisti canadesi, insieme ai russi, sono la maggiore presenza all’Avana.
Già da tempo a Cuba i turisti sono diminuiti in maniera consistente. Le strade dell’Avana, fino a pochi anni fa affollate, registrano presenze sparute. I disagi per chi arriva vanno dalla mancanza di corrente elettrica, con i continui black out, alla mancanza di generi di prima necessità, legati appunto all’embargo statunitense, ai problemi legati al maltempo, con i cicloni che qui picchiano duro – l’ultimo è stato tra fine ottobre e inizio novembre 2025 l’uragano Melissa, che ha causato una trentina di morti e inondazioni pesanti.












