Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
Il conduttore sostiene di essere sotto attacco perché Report fa ascolti ed è “appetita da molti” e che “in un’altra Rai non sarebbe mai accaduto”
Il “caso Ranucci” prosegue e ad alimentarlo è lo stesso conduttore di Report che, dopo aver fatto un post in cui spiega le sue ragioni a seguito della pubblicazione, da parte di Massimo Giletti, su Rai Tre, delle conversazioni con Maria Rosaria Boccia, ha rilasciato anche un’intervista a La Repubblica. Quelle chat mostrate da Giletti confermano quanto svelato in precedenza da il Giornale, che era però stato oggetto di critiche insieme al direttore Tommaso Cerno.
Mentre ora da sinistra c’è un silenzio imbarazzato da parte di chi si è sempre schierato senza se e senza ma con il conduttore, sparando a zero su Cerno, lui tenta in tutti i modi di ribaltare la ricostruzione, muovendo nuove accuse per provare a ottenere nuovamente quell’aura vittimistica che finora l’ha accompagnato. “Noto una forte strumentalizzazione e attacchi scomposti. In un'altra Rai non sarebbe mai accaduto”, accusa Ranucci, riferendosi all’azienda “che ha posto al centro l'interesse pubblico, che tutela i brand, e chi ha mostrato in 30 anni di carriera fedeltà all'azienda, non alla politica. Una Rai che tutelava i marchi perché attraverso quelli passa la credibilità del servizio pubblico”. Il tema, stando a queste parole del conduttore, sembra essere una presunzione di immunità per Report e Ranucci, che dopo tutto è quello che per settimane il M5s ha invocato non esplicitamente per argomentare gli attacchi al direttore de il Giornale dopo le inchieste condotte su questo quotidiano. È stata perfino chiesta l’estromissione di Cerno da Domenica In per aver pubblicato inchieste su Report e Ranucci.






