Ci sono due spettacoli in questi giorni che pur diversi nel genere sono legati da un particolare: qui fanno (quasi) sempre il tutto esaurito. Di Ray Gelato, l’intrattenitore principe del San Valentino in musica, parliamo in una pagina più avanti.
L’altro fenomeno riguarda gli Stomp che fino a domenica sono al Lirico. Tornano a Milano dopo quattro anni ma con Milano hanno un legame storico. Perché il primo a portarli in Italia è stato Gianmario Longoni al Nazionale nel ‘96 insieme all’agente Andres Neumann, con un bis tre anni dopo al mai dimenticato e continuamente rimpianto Smeraldo. Erano rivoluzionari, avanti e inediti perché arrivavano dall’Inghilterra nel pieno della contestazione e del governo Thatcher. Con scope, bidoni, sacchi davano vita non solo a un suono ma a uno spettacolo coinvolgente e trascinante.
Dopo l’Inghilterra e l’Italia hanno conquistato anche New York e negli ultimi due anni Asia e Australia, la compagnia si è allargata ma il mood è sempre lo stesso. Spiega Steve McNicholas, uno degli inventori degli Stomp. «Spero che il nostro spettacolo ispiri a guardare il mondo in maniera diversa, con occhi creativi. È un gesto di sfida al materialismo, se possiamo fare musica con qualsiasi cosa allora può farlo chiunque».






