CORTINA D’AMPEZZO (BELLUNO) - Non al Grand Savoia dove al momento alloggia la famiglia olimpica, né al Menardi dove un tempo pernottava la famiglia sua. Per ore i sussurri e i depistaggi si sono rincorsi nella Conca, ma alla fine le stelle volute da Sergio Mattarella per la sua visita a Cortina d’Ampezzo sono state quelle di Villa Marina, intesa come Militare in quanto sede del circolo ufficiali. Una scelta di sobrietà e, al netto dei saluti sull’attenti, di informalità. Nel salotto dai divani rossi e dai cuscini bianchi, con i cuori e con i cervi, il presidente della Repubblica ha amabilmente colloquiato non solo con il sindaco Gianluca Lorenzi, bensì pure con la sciatrice Sofia Goggia in presenza e con la pattinatrice Arianna Fontana al telefono, mostrandosi un tifoso attento e appassionato anche in vista degli appuntamenti di oggi: alle 11.30 il SuperG sulla pista Olympia delle Tofane, alle 13.30 il pranzo al Villaggio Olimpico e alle 14.30 la tappa a Casa Italia.
Arrivato in elicottero da Trento, dove in mattinata la Biblioteca universitaria centrale è stata intitolata ad Alcide De Gasperi, Mattarella è atterrato sull’elisuperficie dell’ospedale Cortina, accolto dal prefetto di Belluno Antonello Roccoberton e dal presidente di Gvm Ettore Sansavini. Accompagnato dalla figlia Laura, il capo dello Stato è stato portato in auto nella residenza di via dello Stadio, a pochi passi dal palazzetto del ghiaccio. Il colloquio con l’azzurra Goggia è durato mezz’ora ed è stato contrassegnato da un reciproco affetto. L’abbraccio, i baci sulle guance. Lui le ha preso la mano destra con le sue, lei gli ha posato la mano sinistra sulla spalla. Mattarella si è congratulato per il bronzo nella discesa libera: «Complimenti, terza Olimpiade e terza medaglia». Goggia si è schermita: «È andata bene dai...». Il presidente ha rilanciato: «E c’è ancora qualche giorno». L’atleta ha annuito: «Esatto. Ma è andata bene». L’inquilino del Quirinale ha rievocato l’evento di domenica: «È stato magnifico, perché era difficile. Anche perché c’è stata una gara prima dell’incidente di Lindsey Vonn e un’altra dopo, non è stata la stessa condizione. Non dico psicologica, ma complessiva, ambientale. Un’attesa inusuale». Ha spiegato la campionessa: «Quella l’ho gestita comunque bene. È sempre un po’ difficile quando ci sono degli start-stop. Poi sfortunatamente per noi le temperature in questo periodo sono particolarmente alte».














