dalla nostra inviata
CORTINA D’AMPEZZO (BELLUNO) - Sceso venerdì sera dal tram guidato da Valentino Rossi a Milano, mercoledì e giovedì prossimi Sergio Mattarella potrà sperimentare gli impianti a fune nella Conca d’Ampezzo. Non un solo giorno, ma due, durerà infatti la sua visita. Ieri il Coni ha annunciato che l’11 e il 12 febbraio il presidente della Repubblica sarà «a Cortina per assistere ad alcune gare», quindi non solo al SuperG della seconda giornata, comunque centrale nella sua agenda. Al ritorno dalla pista Olympia delle Tofane, il capo dello Stato andrà al villaggio olimpico di Fiames, dove sarà accolto dal numero uno Luciano Buonfiglio e dal segretario generale Carlo Mornati per il pranzo «con le atlete e gli atleti azzurri», dopodiché come ultima tappa «visiterà Casa Italia». Proprio il quartier generale dello sport nazionale, ospitato da Farsettiarte, si prepara ad accoglierlo per illustrargli il luogo in cui i Giochi incontrano la natura, la pittura, la scultura, l’architettura, la fotografia, il design d’arredo e d’illuminazione, nonché l’enogastronomia.
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Questo è infatti lo spirito del progetto “Musa”, ospitato nella centenaria stazione di partenza della dismessa funivia Belvedere-Pocol, affacciata da un lato sul centro e dall’altro sulle montagne. A visitarlo in queste ore è anche Thomas Bach, ex presidente del Cio: «È stata una grande emozione vedere tutti gli sforzi messi in campo dare i loro frutti». In mostra ci sono opere storiche di Balla, De Chiric e Schifano accanto a grandi nomi internazionali come Rauschenberg, Kosuth e LeWitt. La ristorazione è affidata agli chef pluri-olimpici Fabio Pompanin (Al Camin) e Graziano Prest (Tivoli). In sala incontriamo Pompanin: «Questa è la mia quinta Olimpiade per il Coni. Posso dire che l’esperienza accumulata in questi anni è importante, per cui siamo riusciti a trovare la giusta quadra per un menù che accontenti tutti. Principalmente prepariamo piatti tipici italiani e, visto che siamo a Cortina, pietanze della tradizione, che siamo orgogliosi di poter proporre agli atleti e agli ospiti. Ad esempio i casunziei, le mezzelune ripiene che abbiamo portato anche a Tokyo, quindi a maggior ragione qua».














