NEW YORK - Sei deputati repubblicani della Camera del Congresso americano si sono uniti ai democratici per approvare una risoluzione che punta a cancellare i dazi del presidente Donald Trump sul Canada. Questo colpo di mano rappresenta uno schiaffo sia per il tycoon sia per lo Speaker della Camera, Mike Johnson, mentre gli Stati Uniti attendono da settimane il pronunciamento della Corte Suprema che deve stabilire se i dazi imposti senza passare dal Congresso siano legittimi. Il voto, 219 a 211, è arrivato dopo una rivolta interna al partito di maggioranza sulla gestione della politica commerciale da parte dell’amministrazione.
I ribelli sono tutti moderati: Don Bacon (deputato del Nebraska), Kevin Kiley (California), Thomas Massie (Kentucky) - ormai nel mirino di Trump per essere stato l’unico a schierarsi con i democratici per chiedere trasparenza sui file Epstein - Jeff Hurd (Colorado), Brian Fitzpatrick (Pennsylvania) e Dan Newhouse (Washington). Solo il democratico del Maine, Jared Golden, ha votato no.
Il testo era stato proposto dal deputato progressista di New York Gregory Meeks, capogruppo di minoranza della commissione Esteri. «Abbiamo un accordo commerciale con i canadesi, e penso che siano stati un buon alleato, e siano stati attaccati ingiustamente dall’amministrazione, quindi mi opporrò ai dazi», aveva dichiarato il centrista Bacon a The Hill prima del voto. Sul social X Massie ha sostenuto che «il potere di imporre tasse spetta alla Camera, non al ramo esecutivo».










